Pubblicato su NT+ Condominio — Il Sole 24 Ore · 16 Giugno 2025 · di Luca Savi
Con l’ordinanza 5528 del 2 marzo 2025, la Corte di cassazione torna a pronunciarsi sulla validità delle delibere assembleari che dispongano interventi su beni di proprietà esclusiva, ribadendo che le decisioni dell’assemblea condominiale che eccedono le attribuzioni legali sono affette da nullità assoluta, impugnabili in ogni tempo.
La vicenda: una condomina aveva impugnato due delibere con cui l’assemblea aveva deliberato l’affidamento a un tecnico per lavori su balconi privati e la sottoscrizione di un contratto d’appalto cumulativo. Il giudice di appello aveva ritenuto le delibere annullabili con decadenza, ma la Cassazione cassa integralmente la sentenza.
La Corte richiama le Sezioni Unite (Cassazione Sezioni unite 14 aprile 2021) e Cassazione 16953/2022: la nullità sussiste non solo per oggetto impossibile, ma anche per oggetto giuridicamente illecito, ossia eccedente le attribuzioni dell’assemblea. Nel condominio la deliberazione può intervenire solo sulla gestione delle parti comuni (art. 1135 c.c.): ogni decisione su beni esclusivi richiede il consenso espresso dei titolari.
Conclusioni: l’ordinanza ribadisce che ogni delibera deve restare entro il perimetro delle competenze assembleari. L’esecuzione di contratti fondati su delibere invalide può generare obbligazioni verso terzi anche senza consenso dei singoli condòmini.
