Pubblicato su NT+ Condominio — Il Sole 24 Ore · 09 Aprile 2025 · di Luca Savi
La sentenza 2808/2025 del Consiglio di Stato, pubblicata il 2 aprile 2025, segna un nuovo tassello nel rapporto tra tutela del paesaggio e promozione delle fonti rinnovabili in contesti di pregio storico e culturale.
I fatti: a Firenze, due cittadini avevano richiesto l’autorizzazione paesaggistica semplificata per installare un impianto fotovoltaico su un edificio in zona storica vincolata. Dopo una variante migliorativa (pannelli rossi integrati nella copertura, non visibili dalla strada), il Comune aveva reiterato il diniego richiamando un parere della Soprintendenza relativo al progetto originario ormai superato.
I giudici di Palazzo Spada hanno accolto l’appello: doppio vizio del diniego — carenza istruttoria per non aver valutato la nuova soluzione progettuale, e assenza del «dissenso costruttivo» richiesto dall’art. 11, Dpr 31/2017, che impone di indicare le modifiche necessarie per ottenere l’assenso.
Il Consiglio di Stato riconosce che la produzione di energia da fonti rinnovabili costituisce interesse pubblico primario che non può essere sacrificato per una tutela meramente estetica. In assenza di pregiudizio concreto e dimostrabile, la presenza di pannelli fotovoltaici ben integrati non può essere ostacolata aprioristicamente.
