Pubblicato su NT+ Condominio — Il Sole 24 Ore · 27 Gennaio 2026 · di Luca Savi
Con la sentenza 2238/2025, del 3 dicembre, il Tribunale di Messina ha respinto la domanda del condominio volta a ottenere il ripristino dello status quo ante e il risarcimento dei danni per asserita lesione del decoro architettonico, conseguente alla sostituzione di infissi e alla modifica del portoncino d’ingresso di un’unità immobiliare.
Il giudice, valorizzando le risultanze della Ctu, ha escluso che gli interventi realizzati incidessero in modo apprezzabile sull’aspetto complessivo dell’edificio. Le modifiche, pur difformi rispetto alla configurazione originaria, risultavano armoniche, poco visibili dall’esterno e coerenti con le cromie preesistenti.
Decoro architettonico e valutazione in concreto. La sentenza ribadisce un principio consolidato: il decoro architettonico non coincide con la mera uniformità estetica, ma con l’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che conferiscono all’edificio una propria identità. La sua lesione richiede un pregiudizio oggettivamente percepibile sull’armonia complessiva del fabbricato, da accertarsi in concreto.
Il precedente conforme di Lecce. Il Tribunale di Lecce (sentenza 3263/2025 del 30 giugno) ha escluso la lesione del decoro per l’installazione di infissi bianchi in un edificio con serramenti di altro colore originario. Il giudice ha valorizzato la presenza di numerosi elementi di discontinuità già insistenti sulla facciata — verande, tende da sole, condizionatori, grate — ritenendo che l’armonia cromatica fosse stata da tempo compromessa. Ne consegue che il decoro non può essere selettivamente invocato contro il singolo condomino in un contesto già eterogeneo.
