Pubblicato su NT+ Condominio — Il Sole 24 Ore · 25 Marzo 2025 · di Luca Savi
La sentenza 186/2025 del Tribunale di Caltanissetta affronta la nullità non solo della nomina ma anche della conferma dell’amministratore in assenza di una specifica analitica del compenso, affermando il principio della necessaria trasparenza nelle determinazioni assembleari.
Il principio giuridico. La controversia riguardava tre delibere assembleari che avevano confermato la nomina dell’amministratore senza specificare analiticamente il compenso dovuto. Il Tribunale ha accolto le censure, dichiarando nulle le delibere: «la specificazione del compenso non può essere implicita, ma deve risultare in modo chiaro e dettagliato nella delibera di nomina». L’eventuale indicazione del compenso nel bilancio preventivo o consuntivo non è sufficiente.
Nessun compenso all’amministratore nullo. Il Tribunale ha però richiamato la prorogatio imperii: l’amministratore nominato invalidamente continua a esercitare legittimamente i suoi poteri fino alla sostituzione, e gli atti adottati nel periodo restano validi.
I precedenti di legittimità. Cass. 12927/2022: la delibera di nomina deve contenere una specificazione dettagliata del compenso. Cass. 19558/2014: la nullità per mancata specificazione può essere fatta valere in ogni tempo. Cass. 27163/2017: la specificazione è requisito imprescindibile, indipendentemente dalla prassi condominiale preesistente.
Orientamenti di merito difformi. Il Tribunale di Roma 664/2023 ha ritenuto la specificazione non necessaria in sede di rinnovo se il compenso era già stato approvato senza variazioni; la Corte d’appello di Trieste 211/2021 ha ammesso la sanatoria se il compenso è chiaramente desumibile da documenti approvati dall’assemblea. Tuttavia tali orientamenti risultano superati dalla più recente giurisprudenza di legittimità.
Conclusioni. L’obbligo di specificazione analitica del compenso è una garanzia sostanziale per i condomini, non una mera formalità. La pronuncia conferma la tenuta del sistema condominiale di fronte a vizi formali che potrebbero comprometterne la stabilità, richiamando amministratori e assemblee alla massima cura nella redazione delle delibere di nomina.
